Difesa antidrone con il Rafale: la DGA completa l’integrazione dei razzi a guida laser da 68 millimetri
Difesa antidrone a basso costo invece dei costosi missili MICA: in futuro i piloti del Rafale dovranno ingaggiare droni come gli Shahed con razzi guidati da 68 millimetri. Ladac ha concluso le prove, e a breve seguirà una prima capacità parziale.

L’agenzia francese per gli approvvigionamenti DGA ha integrato con successo razzi a guida laser da 68 millimetri sull’aereo da combattimento Rafale: un tassello della difesa antidrone. Il sistema, Ladac (Lutte anti‑drone sur avion de combat), deve neutralizzare in modo economico droni come quelli di tipo Shahed.
Perché la Francia cerca una soluzione più economica
L’aeronautica militare francese ha bisogno di una capacità antidrone efficace e poco costosa, soprattutto contro «munizioni circuitanti (loitering munition)» d’attacco a senso unico e piccoli velivoli senza pilota (UAV). Impiegare costosi missili aria-aria come il MICA contro droni economici è considerato finanziariamente insostenibile.
Dopo aver esaminato diverse opzioni alla fine del 2025, la DGA ha scelto il razzo a guida laser da 68 millimetri, già qualificato sull’elicottero d’attacco Tiger. Il 31 dicembre 2025 l’agenzia ha firmato con Dassault Aviation e Thales il contratto per la capacità Ladac sul Rafale, nell’ambito di una procedura «Urgence Opération».
Tre componenti per la difesa antidrone
Nel sistema operano insieme tre elementi principali:
- il radar AESA RBE2 del Rafale, che rileva piccoli bersagli aerei come i droni;
- il pod di puntamento Talios di Thales, che traccia il bersaglio e lo illumina con il laser in modalità aria-aria;
- il lanciatore Telson di TDA Armements/Thales, ciascuno con 12 razzi a guida laser da 68 millimetri del tipo Aculeus-LG, indicato anche come razzo a guida laser a induzione.
Il razzo è lungo circa 1,4 metri e pesa circa 8,8 chilogrammi; contro i droni raggiunge una portata utile di circa 3,7-5 chilometri. In quanto missile a guida laser semiattiva, si dirige sul punto laser che il pod Talios proietta sul bersaglio.
Prove, accettazione e prossime tappe
Da febbraio 2026 diversi centri prove della DGA hanno condotto ampie sperimentazioni: prove di volo per valutare le modalità di tracciamento aria-aria del pod Talios, verifiche dell’illuminazione laser del bersaglio, la qualifica elettromagnetica dei lanciarazzi e prove di inviluppo di volo con il lanciarazzi installato sul Rafale.
All’inizio di luglio 2026 sono seguiti tiri reali contro bersagli aerei rappresentativi presso il poligono missilistico della DGA a Biscarrosse, seguiti da ulteriori tiri di prova del CEAM. Il 7 luglio 2026 la DGA ha dichiarato conclusa con successo la campagna di integrazione.
A breve l’aeronautica militare riceverà una prima capacità operativa parziale. Contemporaneamente iniziano le consegne dei componenti ordinati: lanciarazzi, razzi e pod Talios con modalità Ladac. Seguirà la qualifica completa del sistema d’arma.
Come viene impiegato Ladac
Con Ladac i piloti del Rafale non devono più ricorrere ai costosi missili MICA: i droni bersaglio a pochi chilometri di distanza possono essere ingaggiati con razzi guidati da 68 millimetri precisi ma molto più economici. Gli attacchi di droni, ad esempio di tipo Shahed, possono così essere respinti in modo efficiente ed economico.
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