Drone da ricognizione «Prince Oleg»: la 63ª Brigata ucraina abbatte un drone esca russo
Quasi identico ai modelli ucraini, economico e senza bisogno di navigazione satellitare: con il drone da ricognizione «Prince Oleg» la Russia punta su inganno e quantità. La 63ª Brigata ucraina ne ha comunque intercettato uno.

Con il drone «Prince Oleg» la Russia copia in modo ingannevolmente fedele i droni da ricognizione ucraini. Il modello, economico e facile da riparare, funzionerebbe senza navigazione satellitare e verrebbe impiegato in grandi numeri. Nonostante il camuffamento, la 63ª Brigata ucraina ha già intercettato uno di questi droni da ricognizione.
Dietro il velivolo si cela uno stratagemma di guerra russo. Dall’arrivo dei droni intercettori con visione in prima persona (FPV), i droni da ricognizione di entrambe le parti sono stati fortemente decimati: vengono abbattuti in gran numero. Per quanto valido possa essere un apparecchio, la sua sopravvivenza in cielo è limitata.
Il produttore russo di droni NPT Ushkuynik ha risposto con un drone che riproduce dimensioni, forma e caratteristiche dei droni da ricognizione ucraini Valkyrie e Fury, dai quali è quasi indistinguibile.

Per dare un nome ai suoi prodotti, NPT Ushkuynik attinge volentieri alla storia. Il primissimo prodotto dell’azienda, il fortunato drone FPV a fibra ottica, è stato chiamato «Prince Vandal of Novgorod». Questa volta la scelta è caduta su «Prince Oleg the Prophet», noto anche come «Oleg il Saggio». Oleg visse all’inizio del X secolo e, secondo la tradizione, è considerato il primo sovrano cristiano della Rus’, in un’epoca in cui dominavano ancora gli dèi vichinghi.
Passo dopo passo Oleg portò sotto il suo controllo le città sul Dnepr e in seguito Kiev, che fece capitale del suo nuovo Stato, la Rus’ di Kiev. Al racconto storico eroico russo la parte ucraina aggiunge ora l’osservazione che all’epoca Mosca era ancora una palude in cui gracidavano le rane.

Che cosa sa fare il nuovo drone da ricognizione
Le sue caratteristiche corrispondono grosso modo a quelle dei precedenti droni da ricognizione russi Orlan, Zala e Supercam, ma «Prince Oleg» costerebbe molte volte meno e può quindi essere prodotto e consegnato in numeri maggiori. Il raggio operativo di «Prince Oleg the Prophet» si estende da 30 a 45 chilometri attorno al punto di lancio; in due ore il drone percorre al massimo 160 chilometri.
Non ha bisogno di un sistema di navigazione satellitare. Il suo canale protetto è resistente alla guerra elettronica. La propulsione è assicurata da due motori elettrici e da una batteria LiPo 8S con una capacità di 40.000 mAh. A bordo c’è anche una telecamera grandangolare full HD con zoom ottico dieci volte.

Intercettato dalla 63ª Brigata meccanizzata autonoma

La Russia sperava che «Prince Oleg» passasse inosservato grazie alla forte somiglianza con i droni da ricognizione ucraini. La 63ª Brigata meccanizzata autonoma delle Forze armate ucraine è comunque riuscita a intercettarlo. Il video è apparso online lunedì e da allora sono emersi sempre più dettagli.
Secondo lo sviluppatore, il drone è impiegato al fronte da marzo; è stato ripreso per la prima volta in filmati di intercettazioni a maggio. Poiché gli ucraini conoscono ormai i dati tecnici, l’11° Corpo d’armata russo ha pubblicato alcuni dati tecnici del drone da ricognizione «Prince Oleg the Prophet». L’agenzia di stampa russa TASS ha riferito del drone finora sconosciuto il 6 novembre.
Il drone è descritto come facile da riparare: se qualcosa si rompe, i pezzi possono essere realizzati con una stampante 3D. Interessante anche il fatto che, a livello hardware e software, «Prince Vandal» e «Prince Oleg» sono collegati. Chi pilota il drone FPV a fibra ottica «Prince Vandal» vede in parallelo anche l’immagine del velivolo da ricognizione «Prince Oleg».
Gli analisti russi si aspettano che l’Ucraina impari rapidamente a distinguere «Prince Oleg» dai propri droni da ricognizione e che vada così perso il vantaggio di potersi infiltrare oltre la linea.
Crediti fotografici
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