Antidrone con Sky Warden: MBDA presenta a Farnborough un nuovo effettore basato su DroneHunter
Una testata che può essere montata rapidamente su un drone sul campo: per la difesa antidrone con Sky Warden, MBDA ha sviluppato insieme a Fortem Technologies un concetto di effettore. Nei test il sistema ha neutralizzato tutte le minacce.

Al Farnborough International Airshow, MBDA ha presentato un nuovo concetto di effettore per il suo sistema antidrone Sky Warden, una soluzione modulare di difesa antidrone (C-UAS). Nello specifico si tratta di una munizione per la difesa aerea basata a terra. I suoi bersagli sono i piccoli sistemi aerei senza pilota (UAS) di Classe 1 (sUAS), i sistemi più piccoli di Classe 2 e le munizioni circuitanti (loitering munition).
Il concetto è stato sviluppato insieme a Fortem Technologies. La tecnologia DroneHunter consente di montare rapidamente una testata su un drone, rendendo meno costoso l’ingaggio delle minacce. Secondo MBDA, i test hanno dimostrato l’efficacia e l’efficienza della munizione. La soluzione C-UAS Sky Warden ha inoltre mostrato di recente le proprie capacità in una dimostrazione operativa.
Il CEO di MBDA Éric Béranger si è detto convinto: «Il sistema modulare C-UAS Sky Warden è in grado di tenere il passo con lo sviluppo dinamico dei droni. Gli ultimi test lo hanno dimostrato in modo notevole. L’innovazione consiste in un progetto di effettore indipendente. Permette all’operatore di montare la testata su un drone sul campo, se necessario. Lavorare con aziende tecnologiche emergenti per sviluppare questo nuovo effettore a basso costo dimostra ancora una volta che la cooperazione fa parte del nostro DNA».
Antidrone alla prova: jammer, droni intercettori, laser e Mistral 3
Nei test, Sky Warden ha dovuto affermarsi in scenari operativi realistici contro numerose minacce di droni offensivi con caratteristiche cinetiche diverse, e le ha neutralizzate tutte. Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale (IA) per aiutare gli operatori umani a identificare e classificare le minacce. A tale scopo si affida a più sensori, tra cui radar, radiofrequenza (RF) passiva e camere elettro-ottiche. Per agire nel modo più efficiente possibile, la suite di sensori assegna automaticamente l’effettore disponibile più adatto.
Sky Warden dispone di diversi modi per neutralizzare i droni attaccanti. Nei test, i jammer hanno bloccato alcuni droni, i droni intercettori ne hanno catturati altri e un laser ne ha disabilitati altri ancora in rapida successione. Un drone «simile a uno Shahed» è stato persino distrutto a lunghissima distanza da un missile Mistral 3.
«Il sistema modulare C-UAS Sky Warden è in grado di tenere il passo con lo sviluppo dinamico dei droni.»
Éric Béranger, CEO di MBDA.
Grazie al progetto scalabile, Sky Warden può neutralizzare minacce molto diverse: droni tattici così come mini droni da ricognizione e ABT (Air Breathing Threats). Dal rilevamento alla neutralizzazione, il sistema copre l’intera kill chain C-UAS. Può essere impiegato in modo autonomo o come elemento integrato di un’architettura di difesa aerea a più livelli. Attraverso un ecosistema in rete di sensori ed effettori in continuo sviluppo, Sky Warden si adatta alla minaccia posta dai sistemi aerei senza pilota e alla sua evoluzione.
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