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Counter-UAS

Rilevamento droni: l’IA di Walaris passa al setaccio i dati dei sensori

L’azienda di software tedesco-americana Walaris offre Air Scout, una soluzione basata sull’IA per il rilevamento droni. David Sonntag, Senior Director Business Development, è stato intervistato allo stand dell’azienda a Enforce Tac 2025.

Walaris Air Scout
© Stefan Tesch

Tradotto dall'intervista originale in tedesco:Revisionato dalla redazione di Unmanned Magazine.

L’azienda di software tedesco-americana Walaris offre Air Scout, una soluzione basata sull’intelligenza artificiale (IA) per il rilevamento droni. David Sonntag, Senior Director Business Development, è stato intervistato allo stand dell’azienda a Enforce Tac 2025.

Signor Sonntag, a quale distanza funziona il vostro sistema?
Dipende dai sensori utilizzati. Il nostro software analizza i dati di sensori come telecamere e radar. Con sensori potenti possiamo rilevare un drone fino a 3.000 metri e classificarlo fino a 700 metri, cioè identificare di che tipo di drone si tratta. Di giorno e di notte. Tra l’altro, la nostra IA funziona anche per il rilevamento di oggetti terrestri e marittimi. Chi è in grado di classificare un microdrone a 700 metri può fare lo stesso con un carro armato o una fregata.

Per questo serve sempre un radar?
No, è sempre una combinazione di due sensori. La nostra filosofia è: ogni sensore ha i suoi punti di forza e di debolezza. Compensiamo quindi la debolezza di un sensore con la forza dell’altro. In molti casi il radar è combinato con telecamere elettro-ottiche o termiche. Ma ci sono anche clienti che non vogliono un radar, per non essere scoperti. Questi ricevono allora un sensore acustico. Oppure un sensore che rileva le radiofrequenze dei droni. Va detto però che non tutti i droni emettono segnali, per esempio quando volano in modo autonomo o sono vincolati a un cavo. Abbiamo integrato nel nostro software un’ampia gamma di tipi di sensori per coprire tutte le esigenze dei clienti.

Il nodo del rilevamento droni è distinguere un uccello da un drone?
Si tratta di tracciare e classificare oggetti molto piccoli con scarsa luce, su sfondi difficili e a grande distanza, in modo che un sistema d’arma riceva i dati in una forma che gli consenta di abbattere l’oggetto.

Dove è in uso il software di Walaris?
Nella Bundeswehr (forze armate tedesche) nel sistema Asul (nota: un sistema di difesa contro i velivoli senza pilota) e in Ucraina. A Enforce Tac mostriamo, insieme a Diehl Defence, una soluzione su veicolo, il Kinetic Defence Vehicle, in cui i sensori sono combinati con una stazione d’arma a controllo remoto su un veicolo. Lì è in uso la nostra IA.

Dove sviluppate il software?
In Germania. La casa madre è negli USA, ma due terzi dei dipendenti sono in Europa. Per questo anche i diritti di proprietà intellettuale sono detenuti in Germania.

Come sta andando Enforce Tac per voi?
Dico solo: la soluzione incontra la domanda. Attualmente nel rilevamento dei droni c’è un vuoto di capacità. Non riguarda tanto i sistemi davvero grandi, quanto le soluzioni piccole, mobili e rapidamente impiegabili per personale non addestrato.

Crediti fotografici

© Stefan Tesch
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