Drone da ricognizione CH-7: primo volo per l’ala volante stealth cinese Caihong-7
Poco dopo la nave madre per droni Jiutian, anche il Caihong-7 ha preso il volo: la Cina annuncia il primo volo del suo drone da ricognizione stealth. Resta da chiarire se il carico utile fino a due tonnellate comprenda anche armi.

Domenica la Cina ha annunciato il primo volo del Caihong-7 (CH-7), drone da ricognizione stealth senza pilota noto anche come Rainbow-7. Un altro velivolo senza pilota è così decollato dopo anni di sviluppo: solo di recente la «nave madre» per droni SS-UAV Jiutian aveva completato il suo primo volo.

I lavori sul CH-7 sono in corso almeno dal 2018; da allora il progetto è stato rivisto più volte. Il drone è destinato a lunghe missioni di ricognizione, all’acquisizione di bersagli per armi di precisione a lungo raggio e all’impiego congiunto con aerei da combattimento con equipaggio.
Che cosa si sa del drone da ricognizione
Secondo fonti aperte, l’ala volante ha un’apertura di 27,3 metri; la lunghezza è stimata in circa 9,4 metri. Al decollo peserebbe circa otto tonnellate e sarebbe possibile un carico utile fino a due tonnellate: non è chiaro se si tratti solo di sensori o anche di armi. La velocità di crociera del drone a reazione è attualmente indicata in Mach 0,5 (circa 610 km/h). Non è chiaro se valga ancora la velocità massima di quasi 930 km/h riportata alcuni anni fa. Sarebbero possibili fino a 15 ore di volo e autonomie di circa 9.700 chilometri a quote fino a 16 chilometri.




La Repubblica popolare cinese investe massicciamente nei sistemi unmanned: nei droni aerei di ogni dimensione e ruolo, così come nei droni terrestri, nei sistemi marittimi e nelle relative piattaforme di trasporto.
Oltre alle applicazioni puramente militari, emerge un chiaro orientamento verso i sistemi unmanned per la logistica e il trasporto merci, soprattutto nel settore duale (dual-use).
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