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Counter-UAS

Antidrone per le infrastrutture critiche: EKO Cobra, ORF, Frequentis e Red Bull Ring a DroneVation

Proteggere le infrastrutture critiche senza difesa antidrone non è più pensabile: su questo concordavano gli esperti a DroneVation & Defence 2026 a Vienna. Hanno riferito di Eurovision Song Contest, Red Bull Ring e Ucraina; l’Austria prepara una strategia nazionale.

Diskussionsrunde auf der „DroneVation & Defence 2026” in Wien
© Unmanned Magazine/Sebastian Freiler

Nella protezione delle infrastrutture critiche, sicurezza civile e difesa militare sono sempre più difficili da separare. Quali lezioni l’Europa debba trarre dalla guerra in Ucraina e perché l’Austria stia ora lavorando a una strategia nazionale antidrone (counter-UAS) sono stati i temi di una discussione al simposio «DroneVation & Defence 2026» a Vienna. Al panel hanno partecipato rappresentanti di EKO Cobra, ORF, Frequentis e del Red Bull Ring, oltre a esperti di sicurezza internazionali.

Christian Kunstmann del Ministero federale dell’Interno austriaco ha moderato la sessione. Con lui c’erano il Chefinspektor Thomas Vahrner (EKO Cobra), l’esperto di sicurezza Markus Piendl, il corrispondente dell’ORF Christian Wehrschütz, Andreas-Anoar Adomeit di Frequentis e Jakob Berger del Red Bull Ring. La domanda centrale era dove gli scenari di minaccia civili e militari si sovrappongano sempre di più, e perché oggi le infrastrutture critiche non possano più essere protette senza contrastare i droni.

Una strategia interministeriale in preparazione

Per l’Austria il tema non è più una questione futura, come ha chiarito il Chefinspektor Thomas Vahrner. EKO Cobra impiega droni nelle operazioni dal 2008 e da dodici anni lavora intensamente al loro contrasto.

Un gruppo di lavoro interministeriale sta elaborando una strategia antidrone dell’intero governo. Vi partecipano i ministeri dell’Interno, della Difesa, dei Trasporti e dell’Economia, oltre ai gestori di infrastrutture critiche. Gli obiettivi sono nuovi concetti tecnici, adeguamenti organizzativi e, soprattutto, modifiche legislative.

Diskussionsrunde auf der „DroneVation & Defence 2026” in Wien
© Unmanned Magazine/Sebastian Freiler
Stiamo lavorando a una strategia antidrone dell’intero governo— Thomas Vahrner, EKO Cobra

Secondo Vahrner, in futuro i gestori di infrastrutture critiche dovranno poter proteggere da sé i propri impianti molto meglio. Per dare a rilevamento e neutralizzazione una solida base giuridica servono al contempo modifiche alla legge sull’aviazione e alla legge sulle telecomunicazioni.

Difesa antidrone all’ESC: 22 droni rilevati, due interventi

Vahrner ha illustrato quanto il tema sia già attuale con l’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna. Diverse sedi sono state protette dall’alto dalla Cobra insieme ad altre forze.

Sono stati rilevati 22 droni e in due casi sono state necessarie contromisure. Non vi è stata una minaccia concreta, ma l’operazione ha evidenziato la difficoltà: in un contesto civile occorre distinguere continuamente i piloti amatoriali innocui dai potenziali aggressori.

Ancora più complessa è la situazione nei grandi eventi come la gara dell’Hahnenkamm o la Formula 1. Lì i droni di polizia, media e organizzatori condividono lo spazio aereo con gli elicotteri. Distinguere tra «buoni» e «cattivi» è una delle sfide maggiori del counter-UAS moderno.

Chefinspektor Tom Vahrner bei einer Diskussionsrunde auf der „DroneVation & Defence 2026” in Wien
© Unmanned Magazine/Sebastian Freiler

Red Bull Ring: spesso il problema maggiore sono i turisti

Jakob Berger, Manager Safety, Security & Events del Red Bull Ring, ha chiarito che i rischi non provengono soltanto da droni ostili.

La concezione della sicurezza nel motorsport internazionale è cambiata radicalmente da quando i ribelli Houthi hanno attaccato un impianto Aramco vicino alla gara di Formula 1 in Arabia Saudita. A Spielberg, però, a destare preoccupazione sono spesso velivoli di tutt’altro tipo.

Numerosi visitatori fanno decollare i propri droni con fotocamera dai campeggi o dalle colline circostanti per realizzare riprese spettacolari. Non sanno di entrare in uno spazio aereo estremamente sensibile. Durante un Gran Premio vi volano contemporaneamente elicotteri televisivi, droni per le riprese, la polizia e molti voli VIP.

Per questo puntiamo su una combinazione di sensori diversi, dal rilevamento a radiofrequenza (RF) al radar fino alle telecamere. Al momento non esiste un’unica soluzione per tutto— Jakob Berger, Red Bull Ring
Jakob Berger (Red Bull Ring) bei einer Diskussionsrunde auf der „DroneVation & Defence 2026” in Wien
© Unmanned Magazine/Sebastian Freiler

Piendl: il rilevamento precoce conta più della neutralizzazione

Markus Piendl ha posto un accento significativo. L’esperto di sicurezza tedesco ha contribuito a sviluppare i concetti di sicurezza, tra l’altro, per i Campionati europei di calcio 2024 in Germania. Da oltre un decennio di esperienza pratica ha tratto soprattutto una conclusione: la parte più difficile non è abbattere un drone, ma rilevarlo abbastanza presto.

Con una strizzata d’occhio l’ha riassunto nella formula «Less Hollywood is more Hollywood». La vera arte sta nel localizzare il pilota, analizzare gli schemi di volo e valutare i dati in modo intelligente. A tal fine radar, rilevamento a radiofrequenza, telecamere, nonché sistemi audio e Remote ID devono confluire in un quadro operativo comune.

Con un solo sensore non è possibile. A fare la differenza è l’intelligenza con cui si combinano tecnologie diverse.

Sicherheitsexperte Markus Piendl auf der „DroneVation & Defence 2026“ in Wien
© Unmanned Magazine/Sebastian Freiler

Frequentis: tutti gli attori su un unico quadro operativo

Anche Andreas-Anoar Adomeit di Frequentis si è espresso a favore di un approccio olistico. L’ex soldato della Bundeswehr (forze armate tedesche) ha ricordato che solo pochi anni fa, nelle missioni all’estero, i droni venivano in parte ancora classificati con semplici schede di identificazione. Oggi, invece, si tratta di riunire informazioni civili, governative e militari in un quadro operativo digitale comune.

In futuro polizia, forze armate e gestori di infrastrutture critiche dovranno poter accedere tutti alle stesse informazioni, per reagire in modo rapido e coordinato. Un ruolo lo svolge qui un moderno Uncrewed Traffic Management (UTM), come pure i sistemi automatizzati che sorvegliano aree estese.

Andreas-Anoar Adomeit von Frequentis bei der „DroneVation & Defence 2026“ in Wien
© Unmanned Magazine/Sebastian Freiler

Christian Wehrschütz: i droni come minaccia personale alla vita

Il dibattito è diventato particolarmente intenso quando il corrispondente dell’ORF Christian Wehrschütz ha riferito delle sue esperienze in Ucraina (-> Christian Wehrschütz: «Meglio alzarsi prima che essere morti prima»).

Per il suo team le infrastrutture critiche comprendono da tempo più dell’approvvigionamento elettrico o delle reti di comunicazione. In Ucraina anche l’ORF è ora classificato come infrastruttura essenziale per lo sforzo bellico: ciò serve a proteggere il personale dalla coscrizione e a mantenere attiva l’attività di trasmissione.

Soprattutto, però, i droni rappresentano una minaccia immediata per la vita. Wehrschütz ha riferito di un attacco avvenuto nel novembre dello scorso anno: durante un trasferimento di evacuazione vicino al fronte, il suo team è stato attaccato da un drone a visione in prima persona (FPV) guidato in fibra ottica e armato con un’arma anticarro. Solo pochi secondi hanno deciso tra la vita e la morte. In una situazione simile i giornalisti non hanno alcuna possibilità di difendersi attivamente.

ORF-Korrespondent Christian Wehrschütz bei einer Diskussionsrunde auf der „DroneVation & Defence 2026” in Wien
© Unmanned Magazine/Sebastian Freiler
Per noi il drone è una minaccia reale e molto personale— Christian Wehrschütz, ORF

Più collegamento in rete, meno soluzioni isolate

Al termine del panel tutti i partecipanti hanno concordato che legislazione e processi di approvvigionamento non tengono il passo con lo sviluppo tecnologico.

La lezione principale non è quindi acquistare nuovi sistemi di difesa il più rapidamente possibile. Piuttosto, autorità, gestori di infrastrutture critiche, industria e ricerca devono avvicinarsi: solo così le nuove minacce possono essere rilevate per tempo e contrastate efficacemente.

Il moderatore Christian Kunstmann ha concluso così:

Informazione, scambio e collegamento in rete tra autorità, aziende ed esperti sono oggi più importanti che mai.— Christian Kunstmann, Ministero federale dell’Interno austriaco

Crediti fotografici

© Unmanned Magazine/Sebastian Freiler
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