Drone da combattimento MQ-28 Ghost Bat: Boeing Australia costruisce uno stabilimento dedicato
Boeing costruisce in Australia un nuovo stabilimento per il drone da combattimento MQ-28 Ghost Bat. Uno studio di mercato di Global Data prevede che il Paese investa circa 4,7 miliardi di euro in velivoli senza pilota nel prossimo decennio.

In Australia Boeing Australia costruisce un nuovo stabilimento per produrre l’MQ-28 Ghost Bat – un drone da combattimento, cioè un velivolo da combattimento senza pilota (UCAV). Secondo il ministro della Difesa australiano Richard Marles, l’MQ-28 è il primo aereo militare in oltre 50 anni a essere progettato, sviluppato e prodotto nel Paese. Al progetto partecipano 55 aziende australiane.
Nel suo rapporto «The Global Military Unmanned Aerial Vehicles (UAV) Market Forecast 2023-2033», Global Data prevede che l’Australia avvii nel prossimo decennio ulteriori iniziative di questo tipo per contrastare le crescenti ambizioni di potenza della Cina nell’Indo-Pacifico. Secondo il rapporto, il Paese spenderà probabilmente circa 4,7 miliardi di euro per l’approvvigionamento di diversi velivoli senza pilota (UAV). Gli UAV ad alta quota, lunga autonomia (HALE) come l’MQ-28 Ghost Bat potrebbero rappresentare fino al 51 per cento di questo importo.
Aamir Chowdry, analista aerospazio e difesa di Global Data, commenta: «L’Australia, insieme a Stati Uniti, Giappone e India, fa parte di un’alleanza di sicurezza denominata Quadrilateral Security Dialogue (Quad). Uno degli obiettivi di questa alleanza, come molti ipotizzano, è contrastare le potenziali minacce della Cina nella regione dell’Indo-Pacifico. L’approvvigionamento di piattaforme avanzate come l’MQ-28 Ghost Bat darà certamente alle forze armate australiane e ai loro alleati un vantaggio nel contrastare le minacce e nel dissuadere potenziali conflitti nella regione».
Il drone da combattimento come apripista dei jet con equipaggio
Il Ghost Bat può essere controllato da velivoli con equipaggio come l’F/A-18F Super Hornet e l’EA-18G Growler. Può così fungere da «apripista», avanzando ben davanti ai velivoli con equipaggio in zone di conflitto potenzialmente pericolose. I velivoli con equipaggio possono quindi spesso restare fuori dalle aree ostili – un margine di sicurezza in più per i piloti.
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