Droni terrestri in sciame: Swarmbotics AI punta sulla robotica a sciame terrestre con Fire Ant
Un operatore, molti piccoli robot: con Fire Ant la start-up dell’Arizona Swarmbotics AI sviluppa robot modulari a basso costo per sciami di droni terrestri. Devono portare ricognizione e attacco più vicino al nemico senza mettere a rischio i soldati.

La start-up Swarmbotics AI, con sede in Arizona (Stati Uniti), lavora a una classe di droni terrestri modulari a basso costo per operazioni in sciame. Fire Ant è il nome del piccolo drone terrestre (UGV), di cui un singolo operatore controlla interi sciami. L’obiettivo è avvicinare al nemico le capacità di ricognizione e di attacco, mentre le truppe restano fuori pericolo.
Grazie ai carichi utili intercambiabili, il robot sacrificabile a basso costo è progettato per adattarsi rapidamente a diversi profili di missione.

Secondo Swarmbotics, l’autonomia di sciame è il cuore del progetto Fire Ant: i robot coordinano tra loro movimenti e compiti senza che un essere umano li controlli direttamente. Secondo Drew Watson, cofondatore di Swarmbotics, ciò consente «un’azione coordinata tra team e missioni diversi». Ne derivano anche cicli decisionali più rapidi e una migliore consapevolezza situazionale, grazie all’assegnazione dei compiti in tempo reale, alla condivisione dei dati e a una kill chain accelerata.

Fire Ant ha una costruzione robusta, adatta al combattimento; il grado di protezione IP67 lo rende impermeabile alla polvere e all’acqua. La struttura resiste a temperature elevate, forti vibrazioni e urti violenti.
Watson traccia un paragone con l’aria: «Analogamente ai piccoli droni volanti (i cosiddetti sUAS, small Unmanned Aerial Systems), gli sciami di piccoli droni terrestri (UGV) creano nuovi concetti di manovra sulla linea avanzata di rilevamento e ingaggio».
Swarmbotics conta di accorciare i cicli decisionali grazie all’autonomia di sciame, attraverso l’assegnazione dei compiti in tempo reale, la condivisione dei dati e le catene d’azione.

Commento: gli sciami di droni terrestri come futuro del campo di battaglia
Swarmbotics AI è una delle start-up che puntano a ricostruire l’architettura del campo di battaglia con sistemi a sciame unmanned, con l’obiettivo di cambiare radicalmente il modo di fare la guerra. Robot sacrificabili semplici ed economici, prodotti su larga scala, dovrebbero sfruttare la pura massa per sconfiggere sistemi che costano molte volte di più e non possono essere sostituiti rapidamente, come i carri armati da combattimento. All’interno di un più ampio ecosistema di robot da combattimento, dovranno occuparsi di esplorazione del terreno, mappatura e ricognizione, fungere da stazioni di collegamento e, a seconda del carico utile, ingaggiare diversi bersagli.
Oltre alla questione di reti di comunicazione robuste, lo sviluppo di sciami di robot solleva anche questioni etiche. Mantenere sotto controllo grandi sistemi a sciame unmanned nonostante le interferenze nello spettro elettromagnetico, rispettando al contempo le regole d’ingaggio, impegna attualmente la ricerca robotica. I sistemi autonomi non sono più una visione fantascientifica, ma parte di una realtà in rapida evoluzione.

Per il 2027 la US Army prevede di costituire le prime formazioni che integrano esseri umani e robot (HMIF). L’obiettivo dichiarato è che il primo contatto con il nemico lo stabiliscano le macchine, non i soldati. Entro il 2030 la gamma dei compiti dovrà poi estendersi alle operazioni d’attacco e di sfondamento, nonché al supporto autonomo e alla manovra tattica.
Crediti fotografici
© Swarmrobotics AI · © ArchivContinua a esplorare

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