Munizione circuitante: intervista al fondatore di Donaustahl Stefan Thumann
Stefan Thumann è fondatore, amministratore delegato e progettista capo di Donaustahl GmbH. Con la piattaforma Maus, la start-up della difesa della Bassa Baviera è considerata l’azienda tedesca leader nel campo della munizione circuitante (loitering munition) e un importante sostenitore delle forze armate ucraine nella loro lotta difensiva contro la Russia.

Tradotto dall'intervista originale in tedesco:Revisionato dalla redazione di Unmanned Magazine.
In soli dodici mesi Donaustahl si è affermata come sviluppatore altamente specializzato di effettori per velivoli senza pilota (UAV) da combattimento e di elettronica da combattimento a visione in prima persona (FPV). Come esperto ricercato, Thumann è già intervenuto a novembre a Berlino a un evento della UXS Alliance. Anche gruppi come Hensoldt tengono d’occhio la giovane azienda, come si è appreso di recente sul servizio di messaggi brevi X (ex Twitter). E questa settimana il settimanale Spiegel ha riferito in esclusiva che Donaustahl, prima azienda al mondo, porta sul mercato «Combat Stacks» ottimizzati per il combattimento (avionica di base per UAV) per l’FPV.
Game on.@Hensoldt SPEXER 2000 vs. @DonaustahlGmbH ALMP „MAUS“
A battle were both sides might come out victorious!
Because a huge gain of information for both companies will be the result in any case. pic.twitter.com/HiUqDt3Qat— Donaustahl GmbH (@DonaustahlGmbH) November 9, 2024
Signor Thumann, al momento tutti parlano della sua azienda. Quando ha fondato Donaustahl e come si è sviluppata da allora l’azienda?
Donaustahl ha iniziato l’attività nel 2020 ed era originariamente un produttore di calcioli per armi corte. Dall’inizio del 2023, però, abbiamo tastato sempre più il terreno e ampliato la nostra gamma di prodotti. Inizialmente, oltre ai calcioli, producevamo anche portafiale protetti per i soccorritori militari e kit da campo per i cavi satellitari Starlink per le forze armate ucraine. Qui abbiamo stretto buoni contatti e conquistato la fiducia degli ucraini. Presto, a causa della domanda in costante crescita, abbiamo prodotto parti strutturali per UAV ad ala fissa. Ma è stato solo il bisogno urgente di quadricotteri FPV a spingermi a sviluppare un sistema nostro. Le competenze le otteniamo direttamente dal campo, grazie alla stretta collaborazione tra i dipendenti di Donaustahl sul posto e le forze armate ucraine. Non abbiamo paura di spingerci fino al fronte. Si può quindi dire che Donaustahl si è sviluppata bene.

Come si presenta ora la gamma di prodotti?
Possiamo coprire l’intero spettro della guerra FPV a distanza ravvicinata. Con l’Adaptive Loitering Munition Plattform Maus abbiamo sviluppato una munizione da combattimento universale, classificata come arma da guerra, che può essere adattata in modo modulare a tutte le esigenze dei clienti. A ciò si aggiunge la possibilità di integrare un’ampia gamma di effettori. Inoltre abbiamo sviluppato testate e granate nostre, specificamente per l’impiego su UAV.
Che cosa riserva a Donaustahl il prossimo futuro?
La novità è la nostra divisione «combat electronics». Qui sviluppiamo hardware specificamente per l’impiego nei droni da combattimento. Il futuro porterà una serie di ulteriori progetti di droni. Vogliamo affrontare sia le bombe plananti russe sia il settore civile.

L’FPV è un tema di contrasti drastici. Se si ordina un battaglione di carri armati, ci vogliono cinque anni fino alla consegna, nel migliore dei casi. I droni FPV che dovrebbero distruggere questi carri possono essere in dotazione nel giro di pochi giorni. Eppure le stesse persone che trovano normale lanciare senza ritorno un missile guidato da decine o centinaia di migliaia di euro si preoccupano che il drone da poche centinaia di euro non torni indietro. Su droni e FPV si ragiona ancora in modo sbagliato?
Su questo sono combattuto. Da un lato vedo, per esempio nella Bundeswehr (forze armate tedesche), molte persone molto capaci che prendono il tema molto sul serio e hanno riconosciuto il vuoto di capacità. Dall’altro ce ne sono altrettante che non sanno nemmeno scrivere correttamente la parola drone. Alla popolazione civile il tema importa in gran parte poco. Quando pensa ai droni, pensa ancora al Predator statunitense o a qualche roba da fantascienza. Si sveglierà solo quando UAV russi, iraniani o soprattutto cinesi ci voleranno intorno alle orecchie.
L’industria della difesa è tra i vincitori della Zeitenwende. I portafogli ordini sono pieni, le quotazioni salgono. È un segreto di Pulcinella che anche Donaustahl stia lavorando a una sorta di modello di partecipazione. Da quando gli interessati potranno contattarvi?
Il grande problema qui è il fattore costi e tempi. Trasformarsi in società per azioni (AG), farsi valutare e portarla in Borsa costerebbe centinaia di migliaia di euro e richiederebbe fino a un anno. Denaro e tempo che noi, come azienda della difesa tagliata fuori dal mercato dei capitali, non abbiamo e che preferirei investire nello sviluppo dei miei prodotti e nel reclutamento di personale. Una quotazione in Borsa è quindi esclusa nel medio termine. Esistono alternative a un’IPO. Anche queste, però, hanno notevoli svantaggi. Stiamo ancora cercando una soluzione. Ma in parole semplici: costa troppo denaro raccogliere denaro in questo modo.
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