Sorveglianza marittima con l’AR5: l’Aeronautica militare portoghese acquista il sistema unmanned di Tekever
Un tetto di spesa di circa 7,8 milioni di euro, consegna a settembre, addestramento in due fasi: per la sorveglianza marittima l’Aeronautica militare portoghese punterà sul Tekever AR5. Quantità e valore del contratto restano riservati.

Per la sorveglianza marittima, la sicurezza e la difesa, l’Aeronautica militare portoghese intende impiegare un proprio sistema aereo senza pilota (UAS): ha firmato con il costruttore nazionale Tekever un contratto per l’AR5, una piattaforma a media quota e lunga autonomia. La consegna è prevista già a settembre, e nello stesso mese dovrebbe essere raggiunta la capacità operativa iniziale.
Cosa copre il contratto e cosa resta aperto
Tekever ha annunciato l’accordo l’11 agosto. Oltre ai velivoli, comprende una stazione di controllo a terra, il sistema di missione Atlas dell’azienda, l’addestramento degli operatori e il necessario trasferimento di conoscenze, affinché l’aeronautica possa gestire la capacità fin dall’inizio senza l’aiuto del fornitore. Né Tekever né l’aeronautica hanno reso noto quanti velivoli vengano acquistati né il valore del contratto; su entrambi i punti l’azienda ha rimandato all’aeronautica.

Il quadro finanziario è invece pubblico. Il provvedimento n. 13722/2025 del 19 novembre ha autorizzato l’aeronautica ad assumere un impegno pluriennale per il 2025 e il 2026 per l’acquisizione di un UAS di Classe 2, fino a un massimo di circa 7,8 milioni di euro. I fondi provengono dalla legge di programmazione militare (Lei de Programação Militar) e sono imputati al capitolo di bilancio per la sorveglianza aerea, la ricognizione e il pattugliamento di aree terrestri e marittime. Il giorno dell’annuncio i media portoghesi parlavano di due velivoli; l’aeronautica non ha confermato questa cifra.
La scelta dell’AR5 non è una sorpresa: il rapporto annuale di attività dell’aeronautica per il 2025 lo indicava già come soluzione selezionata. All’epoca si spiegava che il contratto non poteva essere firmato quell’anno perché l’approvazione del Tribunal de Contas, la Corte dei conti portoghese, era in ritardo.
Sorprende invece quanto sia serrato il calendario dopo la firma. Secondo Tekever, il primo gruppo di personale dell’aeronautica completerà l’addestramento entro settembre, contemporaneamente alla consegna dei sistemi e alla dichiarazione della capacità operativa iniziale. A ottobre seguirà una seconda fase di addestramento, destinata a consolidare la piena prontezza operativa e ad ampliare la base di competenze delle squadre operative.
Nell’annuncio, il tenente colonnello Luís Henriques, che guida come coordinatore operativo il gruppo di lavoro AR5 dell’aeronautica, ha dichiarato:
L’introduzione del sistema AR5 rappresenta un rafforzamento significativo delle capacità operative dell’Aeronautica militare portoghese. Questa piattaforma soddisfa le attuali esigenze di sorveglianza, sicurezza e difesa e offre maggiore raggio d’azione, autonomia e flessibilità operativa. La sua integrazione rafforzerà le capacità nazionali di monitoraggio della zona economica esclusiva e di supporto a un’ampia gamma di missioni di interesse pubblico.— Tenente colonnello Luís Henriques, coordinatore operativo del gruppo di lavoro AR5 dell’aeronautica
Pedro Petiz, Director of Strategic Development di Tekever, ha inquadrato il contratto in una prospettiva industriale nella stessa dichiarazione:
Questo contratto mette una capacità autonoma sviluppata e prodotta in Portogallo al servizio della protezione del nostro spazio aereo e della nostra area marittima. Oltre alla consegna dei velivoli, lavoreremo con l’Aeronautica militare portoghese per consolidare e sviluppare la sua capacità operativa propria.— Pedro Petiz, Director of Strategic Development di Tekever
L’AR5 a colpo d’occhio

L’AR5 è concepito come velivolo unmanned bimotore ad ala fissa per missioni di ricognizione, sorveglianza ed esplorazione su vaste aree, a media quota e con lunga autonomia. Tekever lo commercializza come il primo sistema europeo di sorveglianza marittima basato su UAS. Il sistema è privo di vincoli ITAR, costruito secondo gli standard di produzione EASA e dispone di sistemi di volo critici ridondanti, oltre che di decollo e atterraggio automatici. Quando il velivolo esce dalla portata di ricezione locale, passa in modo controllato dal collegamento radio in linea di vista ai data link satellitari oltre la linea di vista, così che una singola missione possa proseguire senza interruzioni. L’AR5 è in servizio dal 2015 e ha svolto missioni di sorveglianza in Portogallo, Spagna, Francia, Italia e negli Stati baltici.
Con dimensioni di 7,3×4,0 metri, il peso massimo al decollo è di 180 chilogrammi, di cui 50 chilogrammi possono essere carico utile. A seconda del carico utile, l’AR5 resta in volo da 16 a 20 ore; sale fino a un massimo di 3,6 chilometri e vola in crociera a 100 km/h. La comunicazione raggiunge circa 230 chilometri via RLOS ed è illimitata via SATCOM. Per decollo e atterraggio all’AR5 basta una pista (non pavimentata) di circa 200-300 metri.
Il vano del carico utile è modulare. Tra le opzioni indicate dal costruttore figurano:
- un gimbal giro-stabilizzato con cinque sensori, diversi sensori elettro-ottici e infrarossi e zoom ottico 30x
- un radar di ricerca marittima
- ricevitori AIS e antenne EPIRB per identificare le imbarcazioni e localizzare le chiamate di soccorso
- un radar ad apertura sintetica
- pacchetti SIGINT ed ELINT
Il sistema LifeSaver di Tekever consente inoltre al velivolo di sganciare zattere di salvataggio. Per un servizio che svolge costantemente compiti di ricerca e soccorso (SAR) in una delle più ampie regioni SAR dell’Atlantico, questa funzione è di rilevanza diretta. Non è stato reso noto quale configurazione di sensori abbia scelto l’Aeronautica militare portoghese.
Sorveglianza marittima: cosa cambia per l’aeronautica
Le operazioni unmanned non sono un terreno nuovo per l’aeronautica. Dal 2019 impiega l’UAVision OGASSA OGS 42N/VN, assegnato all’Esquadra 991 «Harpias». Lo squadrone è stato attivato il 17 novembre 2021 a Ota; è il primo squadrone portoghese creato appositamente per impiegare sistemi unmanned e dispone di dodici velivoli. Entro la fine del 2025 l’aeronautica aveva svolto più di 1.500 missioni unmanned, circa 640 delle quali a supporto della lotta agli incendi boschivi.




Nemmeno le ambizioni nella sorveglianza marittima a lungo raggio sono nuove. Nell’ottobre 2022 un velivolo dell’Esquadra 991 ha volato da Beja a Porto Santo, circa 940 chilometri in mare aperto, in 8 ore e 25 minuti con solo mezzo serbatoio di carburante. All’epoca l’aeronautica lo considerò un passo verso la sorveglianza marittima a lungo raggio.
Ciò che distingue l’AR5 dai velivoli già in servizio in Portogallo non è però la portata oltre l’orizzonte. All’attuale Ogassa Horizon di UAVision vengono attribuite 15 ore di autonomia e 1.400 chilometri di raggio d’azione con un carico utile completo di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), oltre a un data link oltre la linea di vista fino a 120 chilometri e all’integrazione con le costellazioni Starlink e Iridium SBD. La differenza sta nel carico utile dell’AR5: 50 chilogrammi sul gimbal più circa cinque chilogrammi sui punti di attacco esterni.

Questo margine consente di trasportare un radar di ricerca marittima, un ricevitore AIS, antenne EPIRB, un radar ad apertura sintetica e pacchetti di intelligence dei segnali: una differenza operativamente decisiva. Mentre una torretta elettro-ottica deve essere puntata su qualcosa, un radar marittimo esplora decine di chilometri e funziona anche con condizioni meteo che metterebbero fuori uso un sensore ottico. Il volo del 2022 ha dimostrato che un sistema unmanned portoghese può raggiungere un obiettivo lontano. Con l’AR5 la questione è che cosa il sistema possa fare una volta arrivato.
I compiti previsti sono la sorveglianza marittima, la sicurezza e la difesa, il monitoraggio della zona economica esclusiva (ZEE) e la sicurezza costiera. A questi si aggiungono compiti di interesse pubblico come la tutela ambientale e il supporto al DECIR, il sistema nazionale di lotta agli incendi rurali. Il Portogallo amministra una delle più ampie zone economiche esclusive dell’Unione europea, che si estende a ovest fino alle Azzorre e a sud fino a Madeira. L’aeronautica non ha ancora comunicato dove sarà basato l’AR5 né se confluirà nell’Esquadra 991 o in un reparto di nuova costituzione.
Il potenziamento «Deep Find»
Oltre alla configurazione di base, Tekever offre l’AR5 anche in una configurazione da ricognizione più potente, commercializzata come «Deep Find». Nulla indica che il Portogallo abbia acquistato questa variante. Vale comunque la pena descriverla, perché mostra il possibile percorso di sviluppo per qualsiasi operatore dell’AR5.

Il cuore di questa versione è un radar IMSAR NSP-7 o NSP-5. Fornisce immagini ad apertura sintetica e SAR inverso e rileva bersagli marittimi e terrestri in movimento (GMTI); le distanze di scoperta sono indicate in 55 chilometri in modalità SAR e 24 chilometri in modalità GMTI. I dati vengono elaborati a bordo quasi in tempo reale, con il supporto di algoritmi di rilevamento automatico. Una torretta Hoodtech AC14 aggiunge immagini all’infrarosso a onde medie e corte, nonché un designatore laser ad alta potenza in grado di supportare munizioni guidate. Carichi utili ELINT a schiera di fase consentono geolocalizzazione e radiogoniometria a distanze fino a 200 chilometri.
In questa configurazione l’AR5 non è più solo un sensore, ma un nodo. Una funzione di relè su 60 chilometri estende la portata e la resilienza alla guerra elettronica di altri sistemi unmanned, tra cui il più piccolo AR3. L’integrazione Link 16 consente al velivolo di contribuire a un quadro tattico più ampio. L’estremità contesa dello spettro delle missioni è coperta da un SATCOM in banda alta concepito per ambienti privi di ricezione GPS e del sistema globale di navigazione satellitare (GNSS), da un autopilota su misura con funzioni di contromisure elettroniche e da un modulo opzionale di navigazione basata sulla visione.

Per questa configurazione Tekever indica un’autonomia di 16 ore. Ciò equivale a un volo di sola andata di 1.500 chilometri o a voli di andata e ritorno di 750 chilometri. Questa versione può decollare da una pista di 300 metri su terreno non pavimentato.
Una base di clienti in crescita all’estero
Il Portogallo si aggiunge a una base di clienti cresciuta molto nell’ultimo anno. Solo a fine luglio il Regno Unito ha scelto l’AR5 nell’ambito del Project CORVUS per sostituire il Thales Watchkeeper WK450 Mk1 del British Army, il cui ritiro è previsto il prossimo anno. Il contratto quadro copre fino a 470 milioni di euro in dieci anni; impegnato in modo vincolante è però un nucleo molto più ridotto, un contratto quinquennale da circa 160 milioni di euro. Il resto è un’opzione per equipaggiamenti aggiuntivi, sviluppo incrementale e fino a cinque ulteriori anni di supporto. Inizialmente sono stati ordinati sei velivoli, che saliranno fino a 24 entro il 2029; le consegne dovrebbero iniziare prima della fine di quest’anno.
Nel novembre 2025 l’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) ha aggiudicato a Tekever un contratto quadro da 30 milioni di euro per servizi UAS ad ala fissa. Ha una durata iniziale di due anni ed è prorogabile a quattro. Prevede due sistemi con due velivoli ciascuno, così da poter volare in parallelo in più regioni. Nella configurazione EMSA, l’autonomia dell’AR5 è indicata in dodici ore.

In patria, il contratto con l’aeronautica segue un ordine da 1,5 milioni di euro assegnato a giugno, con cui Tekever fornisce il più piccolo AR3 EVO all’Autoridade Marítima Nacional per la Polícia Marítima. A quella gara hanno partecipato anche UAVision e NTG; secondo l’autorità, nel corso del 2026 seguiranno ulteriori acquisizioni di sistemi unmanned. Tekever ha inoltre aperto una filiale in Estonia, dove è attualmente in corso una gara pubblica.
Il significato del contratto AR5 per l’aeronautica si misura meno dalla sua entità che da ciò che pone in essere. Due velivoli, se la cifra sarà confermata, non possono coprire in modo permanente un’area grande quanto la zona marittima portoghese. Forniscono però una base operativa in una classe di carico utile che le forze armate non avevano mai impiegato: in mani nazionali, sostenuta da un fornitore nazionale ed espandibile tramite un capitolo di bilancio ancora aperto della legge di programmazione militare.
Crediti fotografici
© Tekever · © Santiago AnacletoContinua a esplorare

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